Nodo di Perugia – un’occasione per cambiare.

madonna-del-piano-pIl 9 luglio la giunta comunale di Perugia, alla sua prima seduta, ha votato la proposta (predisposta dagli uffici del comune) sulla prima parte da realizzare del cosidetto Nodo di Perugia. Il neo-assessore alla mobilità Roberto Ciccone ha chiesto, senza ottenerlo, il rinvio dell’atto per analizzare meglio il progetto. La giunta ha detto di no. La proposta dovrà essere notificata alla conferenza dei servizi, prevista per giovedì prossimo 16 luglio. (leggi in merito l’articolo di A. Antonini sul Corriere dell’Umbria).

 

A mio parere la giunta e il neosindaco Wladimiro Boccali (in particolare) ha perso un’importante occasione per dare un primo e significativo segno di discontinuità rispetto alla passata legislatura cittadina. Per forma e per sostanza. Se la giunta non si fosse limitata ad approvare sic et simpliciter la proposta dei suoi uffici interni, ma avesse reso possibile una nuova analisi dell’opera, avrebbe certamente dato quel segno di discontinuità tanto reclamato a maggio e giugno dall’allora candidato sindaco Boccali (che anche sul Nodo aveva dichiarato, io presente, di non essere entusiasta dell’opera e di voler verificare meglio la stessa, se ne avesse avuto la possibilità, eccola!). Questa la forma, e la sostanza ne sarebbe conseguita. Riaperta la discussione e il confronto sull’opera e, sopratutto, informati (realmente e finalmente) tutti i cittadini di Perugia sul tracciato e sui vari aspetti del fatidico Nodo, si sarebbe potuto (cosa mai avvenuta con la passata legislatura comunale e con l’attuale regionale) mettere in atto un bell’esempio di “democrazia partecipata”.

 

Come?

 

1) Ascoltando i comitati locali che da anni protestano per l’impatto ambientale devastante che avrà su territori di pregio (pesaggistico, agricolo e ambientale) e su numerose comunità di cittadini.

2) Convocando gli esperti (urbanisti e altri) che hanno sollevato più di un dubbio sulla reale utilità dell’opera e del suo tracciato.

3) Studiando seriamente soluzioni alternative di mobilità e viabilità cittadina, meno impattanti e sopratutto eco- ed euro- sostenibili.

E, soprattutto, informando tutti i cittadini, magari (propongo io) pubblicando l’intero tracciato dell’opera (anche solo in forma ridotta) sulla stampa locale. A proposito… perchè la stampa locale non pubblica di sua iniziativa l’intero tracciato? …questa sì che sarebbe vera ed utile informazione. Il tutto data l’eccezionalità dell’opera per dimensioni e per un tracciato inserito in aree così densamente popolate e in zone tutelate da piano regolatore (ma tant’è…).

 

Non vacue parole ma azioni concrete, che sono mancate… ancora una volta.

Nella foto in alto vedete un campo (“zona agricola di pregio” per l’esattezza, da PRG) in zona Madonna del Piano, che non ci sarà più perchè coinvolto dal Nodo. E’ una questione di scelte, e ancora una volta la scelta è stata: meno ambiente, più asfalto! Va bene continuiamo così, ma poi non lamentiamoci se non c’è più chi lavora la terra, se non ci sono più paesaggi degni di chiamarsi tali a ridosso dell’urbe… e i “cari” (pardon “rari”) turisti vanno altrove per cercare le “mitiche” colline umbre… Pietro.