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Fabiola Mengoni, l’estetica come filosofia di vita

Fabiola Mengoni, l’estetica come filosofia di vita

Cinque domande a Fabiola Mengoni pittrice perugina, prima della sua mostra Mythos!

Buongiorno Fabiola. Noi ci conosciamo da molto tempo ed io come ben sai ho visto nel corso degli anni, dirò di più, ho avuto la fortuna di poter ammirare molte delle tue opere. Nonostante ciò non posso dire di conoscere appieno la tua arte. Ed è questo il motivo di questa intervista, voglio conoscerti e farti conoscere ancora di più! Nel mio piccolo, nel piccolo di questo blog 🙂

1) La prima domanda è questa. Da dove ha inizio, da dove nasce la tua arte? Non intendo solo i tuoi studi ed il tuo percorso artistico, ma anche quello più personale, umano oserei dire.

Fabiola – Io ho sempre sentito questa spinta artistica. Una spinta che nasce dall’interno e mi porta a realizzare, dipingere, disegnare, in una parola a creare. E’ una cosa che sento a tutti gli effetti come una parte di me, imprescindibile potrei dire. Come ognuno di noi respira, io sento di avere questa necessità, questa forza. Una forza vitale appunto.

Fin da quando ero piccola, quantomeno da quando mi posso ricordare, mi è sempre piaciuto fare, comporre, dipingere. Per me è un’esigenza legata alla mia vita. Tutto quello che faccio è in relazione alla mia arte. Posso dire che io mi dedico completamente ad essa.

2) So che sei “andata a studio” per molti anni da uno dei pittori perugini certamente più importanti del nostro contemporaneo, maestro Venanti. Cosa è, se mai ne riesci ad isolarne uno solo, il più grande insegnamento che il maestro ti ha dato?

Fabiola – Ho conosciuto il maestro Venanti molti anni fa ad una mia mostra ed in quell’occasione lui mi ha inviato a frequentare il suo studio. Ho accettato molto volentieri, perché ho subito visto un’affinità artistica che mi legava a lui, che condividevo, Le sue vedute, le sue idee, quella che era la sua arte e la sua pittura. Lui era un fervente figurativo e anche io sono una figurativa, Ambedue troviamo piacere nel realizzare questo tipo di opere, questo misurarci con la realtà, che è poi quello che fa il figurativo.

Uno dei suoi grandi insegnamenti è stata la tenacia, la determinazione e la caparbietà nel voler raggiungere un obiettivo. Un obiettivo che non dev’essere, come si pensa oggi, quello di arrivare al successo. Ma è quello di realizzare se stessi e farlo con eleganza. Il maestro mi ha insegnato questo, o forse era una nostra affinità elettiva. Sentivamo ambedue questa forza che è la bellezza, l’eleganza.

Al maestro, infatti, gli ho sempre riconosciuto una grande eleganza, sia nella pittura che nel suo vivere. Ho frequentato la sua casa; lui era circondato da veri e propri cimeli, quasi reperti, tantissimi oggetti. Maestro, le dicevo: lei quando dipinge, dipinge questi interni. Lui viveva in questi interni per così dire dannunziani. Questa è l’estetica, una forza predominante che non è solo esteriore, ma che è una filosofia di vita. Questo mi ha insegnato. La determinazione e questa grande eleganza sia in pittura che, ripeto, nella vita privata.

3) Una cosa che apprezzo di te è la tua determinazione e la tua capacità di avere una visione a 360 gradi dell’arte, di viverla appieno e di riuscire ad applicarla, come dicevi prima tu stessa, non solo nella pittura, ma anche nel quotidiano in un certo senso. Se penso al luogo dove vivi, alla tua casa con giardino, a San Martino in Campo dove hai anche il tuo studio. Un posto molto bello, elegante appunto. E non solo. Di recente hai organizzato, alla Posta Donini 1579, insieme ad “Aquilon, vivere la danza” un bellissimo spettacolo di musica e danza, dal titolo “Sheherazade e altre fiabe”, dove le tue opere pittoriche erano protagoniste al pari dei musicisti e delle ballerine. Penso poi alle tante collaborazioni con il violinista e compositore Fabio Imbergamo, anche lui molto fine, elegante. E mi fermo… se no, non è più una domanda! Parlami un po’ di tutto questo…

Fabiola – Prima quando ti parlavo delle collaborazioni che io faccio con altre persone, vado a ricercare appunto quelle persone che hanno i miei stessi ideali. Quest’amore smisurato per l’arte e per la bellezza, ma la bellezza non solo un fattore esteriore ma la bellezza che pervade tutto il nostro essere. Essere terreno ma anche spirituale.

Sì, l’evento che abbiamo fatto alla Posta dei Donini è stato molto bello, penso che anche chi è venuto, i tanti ospiti, abbiano apprezzato questa eleganza che abbiamo cercato di trasmettere, hai ragione, con Fabio Imbergamo ho fatto molte collaborazioni; anche con lui ho un’affinità elettiva molto elevata, nel senso che siamo un po’ sulla stessa lunghezza d’onda, ricerchiamo continuamente questo senso della bellezza che purtroppo l’arte del novecento ha messo un po’ da parte e che è stato scalzato un po’ dal nuovo concetto di arte.

L’arte sembra che non debba più rappresentare la bellezza. Ma se noi dall’arte, che è qualcosa che ci eleva, che ci aiuta ad elevarci, togliamo la bellezza, alla fine, io penso, rischiamo di rimanere tutti su uno stesso livello, ci appiattiamo per così dire. Che poi è quello che sta succedendo in questo momento nel mondo, C’è un appiattimento totale, perché certi valori sono stati quasi cancellati, In fondo, e ora mi riallaccio alla mostra sui miti greci che farò adesso, il senso del bello per gli antichi greci che cos’era, se non il desiderio di elevarsi. La bellezza ci eleva a qualcosa di più alto, di spirituale.

4) So che molti dei tuoi viaggi hanno come destinazione città d’arte e luoghi dove ci sono importanti mostre e opere artistiche o dove hanno vissuti i grandi della pittura. Viaggi per arte, potrei dire. La tua città, Perugia, rispetto a questi luoghi, cosa ha in più e cosa ha in meno o che si potrebbe fare meglio.

Fabiola – Mi piace molto viaggiare, visitare paesi, come hai detto tu, e andare a visitare proprio le dimore degli artisti del passato. Attraverso la conoscenza del loro quotidiano, si arriva capire la loro arte. Sì, ho questo piacere e viaggio soprattutto per l’arte.

Perugia che cosa ha. Perugia potrebbe avere molto di più, perché a livello artistico ha già molto, Purtroppo quello che manca ai perugini ed in generale a chi governa e amministra la città da questo punto di vista e se vogliamo dirla tutta, manca il senso di curiosità. In questo senso Perugia è, diciamo, una città sonnacchiosa, dove ci sono delle abitudini, quasi delle regole, per le quali non si va a cercare di conoscere altre realtà, perché quelle che ci sono vanno bene, sono quelle, sono, come dire, codificate,

C’è in questo senso, una sorta di “povertà intellettuale”, proprio perché finora è mancato questo senso di curiosità, che è poi è l’ossigeno per quanto riguarda la cultura. Manca poi un senso di misura, questo non riguarda solo Perugia. Si parla tanto dell’arte, ognuno fa arte, questa parola è ormai inflazionata, ideare, creare qualcosa non significa fare arte.. Non basta avere un’idea, poi la devi saper realizzare. Per fare arte ci vuole la parte intellettiva ma anche la parte manuale, Purtroppo in questa nostra epoca, questa seconda parte va scomparendo, Non è un caso che vediamo spuntare artisti ogni giorno. Artista, artista, artista… poi vai a vedere quello che fa, e viene da chiederti se veramente lo è. E la cultura in questo modo si impoverisce.

Un’altra cosa che dico, è che è facile portare a casa propria, nella tua città, personaggi, mostre anche importanti, perché no; fotografi dall’estero o artisti di chiara fama mondiale, va tutto bene. Ma è più difficile, più coraggioso direi, esportare, aiutare, contribuire a far conoscere i tuoi figli fuori dalla tua città e dalla tua regione. Se tu fai conoscere il tuo humus culturale e artistico, allora sei tu, è la tua città a diventare una città attiva per gli altri, per le altre città e regioni. A Perugia manca questo, è una città molto chiusa. Diciamo di essere una città etrusca, ma non è vero; gli etruschi erano molto più avanti, più aperti da un punto di vista di apertura culturale, dei perugini di oggi. Non abbiamo preso da loro.

5) Parlaci in breve della tua prossima ed ormai imminente mostra alla Rocca Paolina di Perugia, un momento molto importante per te, e fammelo dire un’occasione preziosa per tutti noi per incontrare ancora una volta la tua arte, mai così forte, energica e coinvolgente.

Fabiola – Fra pochi giorni inauguro la mia mostra Mythos, eterno presente, coadiuvata dal maestro Fabio Imbergamo per quanto riguarda le musiche. Poi ho voluto portare all’interno di questa mostra non solo le musiche ma anche le voci. Voci che ci riportano racconti che vengono dal passato, voci che reciteranno degli antichi testi greci, dall’Iliade, dalla Teogonia. Ma non sarà una cosa noiosa vi assicuro, perché saranno dei testi molto brevi, recitati da due attori e lettori molto bravi coinvolgenti, che sanno infondere alle parole, un significato molto grande. Mi ha aiutato in questa ricerca, Carlo Floris, che mi ha fatto conoscere questi due attori e soprattutto persone molto belle.

Questa mostra parla del mito greco, che per me è un eterno presente, cosa significa. Io sostengo che tutto quello che i greci avevano codificato in questi miti, lo facevano – come tutti i popoli – per cercare di spiegare la nascita del mondo, il perché di certe dinamiche e fenomeni della nostra realtà, della nostra terra. Per di spiegare le caratteristiche ed i caratteri degli uomini. Tutto questo sono per me, cioè, dei codici che sono rimasti invariati per migliaia di anni, perché in fin dei conti noi siamo quello, una parte del nostro DNA è lì, ed è rimasta tale e quale.

Mi sono lasciata quindi ispirare da questi racconti, da tutta la poesia e la bellezza con cui gli antichi greci hanno saputo raccontarci la realtà, con una chiave peraltro molto poetica. E quindi questo eterno presente, quei valori cioè che loro per primi allora hanno codificato sono oggi attualissimi. Per questo motivo “i miei miti” ho cercato di rappresentarli non con abiti greci oppure inseriti in dei paesaggi che ricordavano la Grecia antica, ma li ho voluti creare come presenti nella nostra realtà, nel nostro tempo, direi nel nostro quotidiano. Alcune volte non li ho neppure vestiti, anzi a volte sono nudi, proprio per tirare fuori, questa loro essenza.

La mostra è quindi incentrata sul mito greco, sono dei ritratti di alcune divinità greche, nelle quali io ho trovato delle loro caratteristiche, un qualcosa che mi faceva sentire vicino a loro, un qualcosa che muoveva in me alcune corde emozionali. E’ un progetto che ho iniziato 5 anni fa, nel 2019;  ho iniziato a dipingere le prime tele di dimensioni contenute, perché poi diventa anche un problema montarle per gli allestimenti. Ho iniziato quindi con alcuni pezzi più piccoli, poi mi sono fatta prendere dalla mano e ho ricercato, spazi più grandi, tele di grandi dimensioni.

Le persone che sono venute nel mio studio a vedere queste opere, sono rimasti impressionate dal punto di vista della tela, ma anche dal racconto, da questi miti. Sappiamo il mito, il nome di quel dio, ma quando ho descritto le mie pitture, certe simbologie, perché quei simboli racchiudono certe caratteristiche, in quel momento ho visto veramente le persone interessate e piacevolmente sorprese da questi racconti. Questa cosa non la sapevo, mi rispondevano, ed è per questo che mi piacerebbe che questo progetto sia utile ai giovani e a tutti quelli che vogliono conoscere di più o qualcosa di nuovo, di curioso sui miti greci. Perché magari si possono insegnare i miti greci anche attraverso queste immagini, queste mie opere, perché no!

Vi invito a questa mia mostra che sarà allestita presso la Sala Cannoniera nella bellissima Rocca Paolina. Ho scelto, infine, questo luogo perché mi ricordava, perché è qualcosa di antico, potremmo dire di ancestrale. Poi ha queste stanze che si dispongono come un labirinto e anche questo è un simbolo antico, il mito del labirinto con Dedalo etc… Mi piaceva l’idea che le persone, i visitatori della mostra, compissero una sorta di percorso labirintico, di andare alla ricerca, alla scoperta di questo o quel dio, disposto, nascosto fra le stanze della rocca. Grazie Pietro!

Grazie a te cara Fabiola… ci vediamo sabato 28 settembre alle ore 17:00…. vedi locandina sotto!