La Scuola… questa conosciuta

Credo che non ci sia mondo più esplorato della scuola, di ogni ordine e grado. La didattica, l’organizzazione, gli insegnanti, gli studenti… tutto in questo campo è noto o quantomeno conoscibile. Eppure negli ultimi anni è stato fatto un numero tale di riforme (e controriforme) sulla scuola, come se l’istruzione fosse un fenomeno sociale nuovo in Italia. La scuola certamente si evolve. Si evolve con la società, e probabilmente negli ultimi anni questa si è evoluta più in fretta che in altri periodi della storia del nostro paese (Internet stesso è un accelleratore di questo fenomeno sociale). Ma la sua evoluzione è costantemente sotto gli occhi di tutti e in particolare degli addetti ai lavori, di esperti pedagoghi come dei manager della scuola. Sono questi che avrebbero dovuto (e dovrebbero) intervenire per migliorare la scuola, secondo le loro compentenze e possibilità. E non lasciare che diventi (come sta diventando) terreno di lotta politica. Cambiare la scuola e ricambiarla ogni lustro, a piacimento di questa o quella parte politica senza intervenire mai (o radicalmente) su alcuni suoi problemi cronici, e senza valorizzare e sviluppare gli aspetti positivi che la scuola in Italia ancora ha per fortuna (e per bravura di chi ha lavorato e ci lavora), significa prendere la strada dell’involuzione proprio quando l’economia del sapere è diventata l’arma principale (se non unica) con cui competere in Italia e, sopratutto, nel resto del mondo. Chi glielo dice ai politici?…

2 risorse per riflettere positivamente e criticamente su questi aspetti: un’interessante mostra concorso promossa dalla Provincia di Perugia per coinvolgere le scuole nella produzione di idee e buone pratiche ambientali (La Scuola Produce) e un libro sui mali della scuola o meglio dell’ignoranza della scuola (La Fabbrica degli Ignoranti – G. Floris).