Subbuteo… a volte ritornano

A volte ritornano le cose belle, quel gioco che ti ha entusiasmato da ragazzino… e che ancora riesce a farlo.  La magia del Subbuteo è (per me ) unica, non c’è gioco da tavolo (o meglio da cavalletto) che tenga: precisione, abilità, strategia, tenacia, divertimento… tutto condensato in un panno verde. Da qualche mese, grazie ad Ebay, mi sono ricostruito il set base composto da: squadre (Inter e Liverpool) modello anni ’70 (cioè con gli “omini” leggermente più ricurvi e robusti, come da foto per intenderci), palloni (piccoli, quelli grandi dopo pochi anni vennero subito sostituti), transenne (fondamentali per evitare le morie di omini da “salto nel vuoto”), porte (rigorosamente bianche, con piano da appoggio con attacco puntine, pali quadrati e il dietro degli incroci ricurvo…) e il mitico panno verde (la seconda versione, leggermente più scura e con maggiore scorrimento). Ancora conservo qualche trofeo di combatuttissime stracittadine nuoresi e tornei provinciali e regionali; addirittura (nel mio comunque modesto palmares…) posso vantare una partecipazione all’allora serie A di Subbuteo con tanto di sponsor (un ben avviato e lungimirante Barbiere della città di Nuoro :-)), per coprire le costose trasferte interregionali. E come dimenticare le sfide all’ultimo tiro con i miei fratelli, Carlo e Virgilio… (che da poco sono riprese ancor più tenaci di un tempo); un equilibrio perfetto, a volte rotto soltanto da una scorrettezza o furberia, che solo la moviola in campo avrebbe potuto districare. Per gli umbri e perugini che volessero ri-avvicinarsi a questo gioco, segnalo il forte club perugino (capitanato dal talentuoso veterano Stefano De Francesco). Buon Subbuteo a tutti, Pietro.