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Il teatro che offre il caffè e “Le allegre comari di Windsor”

Il teatro che offre il caffè e “Le allegre comari di Windsor”

C’è un piccolo teatro alle porte di Perugia dove appena entri, gentili signore ti chiedono se vuoi un caffè o un amaro. Non è solo una questione di cortesia ma è un segno evidente che questo teatro è qualcosa di diverso.

Se infatti vai poi a vedere cosa fanno (e come lo fanno) capisci subito che sono speciali. Ah mi sono dimenticato di dirvi dove si trova; a Colombella di Perugia, e come si chiama e come si chiamano i loro protagonisti. Si tratta del “Teatro Lucio Bonucci” e dell’associazione “Gli Amici del Teatro di Colombella”, giustappunto! Una passione per il teatro che in questo paese, dal nome così suggestivo, risale addirittura ai primi del secolo scorso (leggi qui per saperne di più).

Ma torniamo al caffè. Quando entri le signore ti accolgono con uno, anzi con più di un sorriso e dopo (o prima, a seconda) che ti accompagnano al posto (anche questa accortezza non me la ricordavo quasi più sia nei teatri che nei cinema ) ti chiedono, appunto, se gradisci un caffè, un amaro o un semplice bicchier d’acqua.

Lasciamo perdere che io sono un “caffeinomane”, ma davvero qui si respira un’aria particolare, di chi non solo ha cura di uno spazio d’arte, così prezioso ancor più perché nella periferia della città di Perugia, e delle tante attività che fanno, stagione teatrale ricca e variegata, laboratori teatrali per grandi e ragazzi… ma anche di chi ha cura dell’altro, di chi cioè presta una – non più così tanto consueta – attenzione e garbata accoglienza bei confronti del suo pubblico. E lo fa probabilmente per propria indole d’animo, certamente, ma anche forse perché comprende che in fondo è il pubblico che tu costruisci nel tempo, a rendere in fondo così viva e partecipata una bellissima realtà come questa.

Ma andiamo oltre al caffè….

Ho conosciuto questo teatro quasi per caso (sono le migliori conoscenze vi assicuro), o per meglio dire per amicizia, per seguire due spettacoli di Mario Coletti dove recitavano due miei amici, gli attori Iwan Manzoni e Sandra Fuccelli. L’ultimo che ho visto, proprio ieri, è stato quello nel titolo di questo articolo… ossia “Le allegre comari di Windsor“, che ha avuto, come dicevo, il suo felice debutto proprio ieri sabato 5 aprile.

Uno spettacolo fresco, divertente, piacevole come bere un bicchier d’acqua (appunto) in una calda giornata di mezza estate.

Mario Coletti mette in scena la celebre commedia di William Shakespeare con una sapienza da veterano. Non solo dirige e alterna con un flusso morbido e leggero, così tante scene, ma anche il cast che ha composto è veramente di tutto rispetto, sia per il numero che per l’assoluta qualità e passione che mette in scena. Lo ricordiamo qui, lo splendido cast dello spettacolo: Fabio de Felice, Rachele Costantino, Marco Paparelli, Paolo Zafarana, Sandra Fuccelli, Gabriele Mascetti, Maurizio Marcellini, Andryi Rohach, Iwan Manzoni, Costanza Casavecchia, Stefania Mazza. Più, gli allievi del Laboratorio Teatrale de “Gli Amici del Teatro di Colombella”… 4 o 5 ragazzi e ragazze per ogni spettacolo (in tutto gli spettacoli sono quattro, vedi qui o sotto le date) …quindi contate un po’ voi quanti sono in tutto… i grandi e i piccoli attori che danno vita a questa potente commedia.

Lo spettacolo è un crescendo di emozioni, risate, attese, intrecci e intrighi, dove la recitazione non è mai didascalica ma è sempre intrisa di passione, allegria e padronanza del proprio ruolo. Un personaggio che in alcuni casi sembra proprio cucito sulla pelle dell’attore, in altri è studiato per rendere al meglio in quel contesto scenico. Questo consente ad ognuno, compresi i giovanissimi allievi del teatro, di dare il meglio di sé e allo spettacolo di scorrere liscio come l’olio. Il tempo per lo spettatore vola, nulla sembra scontato fino alla fine, nonostante la nota storia shakespeariana. Una vicenda che racconta di amore (quello contrastato tra giovani e quello menzognero tra adulti), di equivoci, di scambi, di travestimenti e di vere e proprie beffe. I giovanissimi allievi del teatro entrano in scena – a sistemare ogni volta la stessa – come un metronomo che detta i tempi all’intero spettacolo.

Gli attori, uno più bravo o brava dell’altro, non saprei veramente da dove iniziare, prendono sicuri la scena e la fanno propria, regalando al pubblico decine e decine di momenti, taluni veramente alti ed esilaranti e tutti di piacevole ascolto e visione.

Che sia uno spettacolo che merita di essere visto, e rivisto, io personalmente ci tornerò all’ultimo pe godermelo di nuovo, lo capisci anche alla fine, quando tutti gli attori si ritrovano con grande naturalezza e felicità, insieme nel finale di scena. A festeggiare una prima riuscitissima.

Pietro Floris

NOTA BENE: Ci sono ben quattro spettacoli in questo mese di aprile: sabato 5 aprile (ieri), domenica 6 aprile (oggi) e (la prossima settimana) sabato 12 e domenica 13 aprile. Vale veramente la pena di fare un salto in questo luogo di cultura e soprattutto di socialità così sana, bella e coinvolgente come da tempo io non ricordavo.