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Koiné, un labirinto di arti dove ritrovarsi

Koiné, un labirinto di arti dove ritrovarsi

Festival dei linguaggi contemporanei. È questa la definizione esatta del nuovo evento che è stato inaugurato a Marsciano lo scorso sabato 20 aprile e che terminerà domani domenica 28 (per i futuri lettori, siamo nell’anno 2024). Ma appena dopo averlo visitato, è il concetto di labirinto, la stessa sensazione che ti trasmette il bellissimo spazio espositivo che ospita l’evento, il Museo dinamico del laterizio e delle terrecotte di Marsciano, a cui penso.

D’altronde è lo stesso suo artefice e regista che mi accompagna nella visita, l’amico Angelo Moretti a confermarmi il suo intento di voler accogliere la molteplicità dei linguaggi artistici. Pittura, scultura, fotografia, installazioni, musica, reading, collage, incontri. Incontri si, è senz’altro questa la parola chiave di tante cose, di tutto forse.

Momenti, ben 9 nell’arco dei giorni dell’evento tra spettacoli, incontri e presentazioni. E sono 7 le esposizioni che potranno essere viste fino al 31 maggio, e che mi sembra giusto elencare qui:

  • Nostos: sculture di Tonina Cecchetti, collage di Tiziana Nanni, Affresco di Anonimo del XV-XVI sec.
  • Ascolta: foto e acrilico nero di Marco Cappellano, Solvente e testi di Romina Bracchi
  • Terre di confine: foto di Nicola Cirocchi
  • Cartaccia/Sacra carta: collage di Cirkus Vogler
  • In and out of the ring: foto di Giuseppe Cardoni
  • Mirrors: foto di Walter Scappini e Tiziana Nanni
  • Fatti: sculture di Eraldo Chiucchiù

È questa, per certi aspetti, ardita mescolanza di forme e linguaggi che mi colpisce subito all’arrivo al festival, ancor prima di incontrare Angelo. È la scoperta che in un luogo apparentemente altro come potrebbe essere un museo tematico in un paese operoso e celebre per altro, il laterizio appunto, legato più al “manuffare” che al creare artistico, si possa trovare spazio non ad una ma a dieci, cento, mille altre espressioni dell’arte.

E forse il luogo giusto, dove tutto può tornare, è proprio dove si è nati, dove si è vissuto, vero Angelo? …circondati da così tanta bellezza del paesaggio e della natura. E dell’operare dell’uomo.

Certi che come in un labirinto, è attraverso l’osservazione, la sperimentazione e il gioco fra apparenti altre direzioni, che si trova quella giusta. L’uscita o forse l’ingresso nella dimensione dell’arte, della sua bellezza. E magari di una nuova umanità, resa più ricca e forte dalla molteplicità del suo essere.

testo e foto di Pietro Floris