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From Mestre to Perugia

From Mestre to Perugia

Questa è la breve storia di un viaggio e di incontro casuale, a mio modo di vedere semplice quanto bello.

Il protagonista del viaggio è Vadim, una ragazzo danese che in una giornata di metà ottobre dello scorso anno, 2023, passeggiando per Perugia, entra forse per caso alla Domus Pauperum di Corso Garibaldi, per vedere la mostra d’arte del pittore e mio grande amico Luciano Boccardini (rip). A tenere aperta la mostra quel giorno c’ero io,

Vadim si avvicina e mi chiede informazioni sull’artista e sulle sue opere col suo perfetto inglese. Io col mio altrettanto “imperfetto” english, provo a rispondergli e a dargli tutte le informazioni del caso. La conversazione prosegue piacevolmente; gli chiedo da dove viene e se è qui per turismo o studio. “Dalla Danimarca“, mi risponde, e “sono venuto in bici”. In bici? …chiedo conferma, strabuzzando gli occhi. “Beh si, ma partendo da Venezia”, mi rassicura (In inglese); “fin là sono arrivato in aereo. Appena arrivato ho acquistato una bici attrezzata di tutto punto ed eccomi qui”.

Vadim mi illustra dunque il suo lungo viaggio da Mestre a Perugia, passando per l’Emilia Romagna, la Toscana e poi finalmente l’Umbria. In totale quasi 800 chilometri, attraversando il parco del Delta del Po, Ferrara, Ravenna, Firenze, quindi Siena, il Lago Trasimeno e Perugia (qui il percorso che ha fatto tracciato dal suo Gps). Un gran bell’itinerario che Vadim mi racconta di essersi “costruito” tramite questo sito web: CycleEurope.

Gli faccio i complimenti; ho sempre una grande ammirazione per chi, peraltro da solo, affronta viaggi così lunghi e impegnativi. Si è vero, l’Italia è un luogo sicuro, ma certo non così orientato al ciclista; godrà pure di luoghi, di città, paesaggi e siti di immenso interesse culturale e artistico, ma per me il solo pensiero di lasciare tutto alle spalle per due settimane e pedalare per giorni e giorni, trasforma questo viaggio, in un’avventura degna di un romanzo di Salgari.

E non è finita, anzi ora viene il bello!

Vadim mi chiede se posso aiutarlo a vendere la sua bici. Entro un paio di giorni. ripartirà per la sua Danimarca, in aereo ovviamente e questa volta da Roma Fiumicino. Imbarcare la bici in aereo proprio non conviene, mi dice (o non si può, non ho capito bene, colpa del mio inglese decisamente poco smart). Come fare? Chi mai potrà in così poco tempo, valutare e decidere un acquisto simile, mi chiedo. Ma come faccio a dirgli di no: “Vadim, it’s impossibile! There isn’t enough time…”. Come faccio!!!

Accetto la sfida, difficilmente dico no alle persone, anche quando non sono sicuro di poter fare il favore che mi viene richiesto; comunque ci devo provare. Due giorni, una bici da vendere, l’inglese non facile, un danese per me quasi eroico che non posso certo lasciare andare via dall’Italia con un simile cruccio… insomma per farvela breve, chi gli ha comprato la bici, l’ho trovato!

Sono stato io; la mia nuova bici è una Breda. Questa è la sua descrizione che la sera stessa, Vadim mi aveva mandato rigorosamente in inglese: Hybrid bike, 7×3 gears (Shimano Deore), V-brakes, front/back lights, Bagage rack, small pump, bottle holder and lock chain included. Come fai a non comprare una simile “cosa”!!!

Due ore prima che partisse per Roma con la Sulga, sono quindi andato nel suo hotel al centro di Perugia, l’Hotel Morlacchi per la precisione e nel piccolo garage dell’albergo abbiamo concluso l’affare. Quando si dice… win win!

Mi ha lasciato tanta gioia questa piccola storia, perchè rispecchia l’interesse e la curiosità naturale che nutro per le persone, chiunque esse siano. Parlare con loro, sapere, interessarsi, provare a fare qualcosa, credere alla casualità e pensare che quella bici, questa bici è quella che mi è sempre mancata, mi fa stare bene, mi rende nel mio piccolo, felice.

Io da quando ero ragazzo ho sempre avuto una sola bici, Una Bianchi da corsa, dei mitici anni ’72/’73 dei grandi Moser e Saronni. Ora ho una Breda, di un danese, Vadim, che da Mestre è arrivato a Perugia e che ha scambiato “due chiacchiere” (“two words”) con me.

Se vi capita di parlare con uno straniero siate curiosi, potrebbe succedere anche voi un storia semplice e bella, come è stata questa per me.

Pietro Floris


Vadim è ritornato contento nel suo paese e chissà un giorno forse tornerà e andremo tutti a farci un bel giro in bici con gli amici di Fiab Perugia Pedala.

Cliccate su questo questo link per vedere le bellissime foto che Vadim ha scattato on the road, nel suo lungo viaggio.

Vadim nel frattempo mi ha risposto e ha scritto:

Hi Pietro. Thank you so much for sharing the text. I will definitely read it and share to my friends. My spontaneous decision to go to Italy last October and do the bicycle tour was one of the best things happening in some year. I really enjoyed the country and I met very nice people on my way including the helpful bicycle shop owner and you who invited to “just to see the gallery” (that turned out to be very pleasant talk about many things and pure luck for me 🙂 I will definitely return to Italy again to continue bicycle adventures. Not sure yet where to go this time, maybe to Puglia…